Grande Circo Inferno Teatro  -  2008

Locandina

Uno spettacolo interculturale della Compagnia del Teatro dell’Argine

con Arben Berisha, Alicja Borkowska, Lorenzo Cimmino, Ahmed El Bazi, Giulia Franzaresi, Celestine Fuh, Idris Hussain, Georgine Maungu Liwosa, Saeid Mirzaii, Victorine Mputu Liwoza, Jan Nawazi, Gustave Teh, Giulia Ventura, Yan Wen, Xue Yao, Daniela Zambon Scarpari

elaborazione drammaturgica e regia: Nicola Bonazzi

Lo spettacolo

Un laboratorio durato nove mesi ha portato alla creazione collettiva di uno spettacolo irriverente, nato sulle tracce dei grandi testi satirici della tradizione occidentale e in particolare di Aristofane, ovvero di una drammaturgia corale e chiassosa che si fa beffe dei deliri di un mondo sull'orlo del baratro.

Guerra, corruzione, meschinità della politica sono gli ingredienti che bollono in un calderone caustico e amarissimo, oltre il quale si staglia sempre l'orizzonte di un'utopia possibile, dove le rigide convenzioni che regolano questo mondo sono ribaltate a favore di un'umanità più libera e cordiale. Là era Atene, qua il nostro Occidente opulento e disgregato: ma i problemi con cui ci troviamo a fare i conti sono gli stessi, perché identica è l'atroce giostra del potere.

E allora ben venga Aristofane e il suo riso sconcio, sul quale innestare invenzioni tutte attuali fornite da una compagnia che fa dell’energia contagiosa il proprio punto di forza. Il luogo è una specie di circo pacchiano che vomita personaggi bizzarri: sembrano mendicanti e prostitute, ma sono solo dei poveracci in balia dell’orrido padrone del circo, Pappagone. Ognuno ambisce a un futuro diverso: qualcuno, tentando la metamorfosi, prova la scalata all’utopico mondo degli uccelli; tutti, alla fine, dovranno subire lo scacco di un’inevitabile sconfitta, senza però rinunciare mai alla speranza di un altrove possibile.

Il gruppo

Il gruppo di lavoro è dei più compositi. Alcuni hanno avuto esperienze teatrali nei  loro paesi d’origine. Altri sono giunti in Italia come rifugiati politici, senza sapere una parola d’italiano: la frequentazione dei laboratori del Teatro dell’Argine (in un percorso ormai più che triennale che ha dato vita a spettacoli colorati e vitalistici quali Candido, Il calcio in faccia, e La stagione delle piogge)  li ha portati a mettersi in gioco attraverso gli strumenti del teatro, dando loro la possibilità di confrontarsi con la propria condizione di sradicamento e di trovare, nella pratica teatrale,  un utile veicolo per raccontarsi e misurare le proprie aspirazioni e i propri desideri. Ad essi si aggiungono i “giovani” della Compagnia Teatro dell’Argine, in un amalgama fruttuoso di lingue ed esperienze.

Del gruppo di lavoro fanno parte attualmente due camerunensi, due zairesi, due cinesi, una brasiliana, una polacca, un marocchino, un curdo, un iraniano, un afgano, un kossovaro e tre italiani.

La creazione

Nessun’altra forma artistica è così autenticamente collettiva come il teatro. Il teatro per sua natura vive dello scambio. Le dinamiche di creazione di uno spettacolo passano attraverso la pratica costante di apporto e scambio di ciascuno dei componenti secondo la propria storia, la propria cultura e il proprio talento.

Questo comporta che, insieme, di giorno in giorno, si vada creando non solo lo spettacolo ma anche un gruppo, inteso come un luogo dove motivazioni diverse, storie diverse, competenze diverse e culture diverse si incontrano e percorrono una parte di cammino insieme arricchendosi l’un l’altra tramite un fare comune.

E questo fare comune spesso consiste in un esercizio di abbattimento di muri: individuali, interpersonali, sociali e culturali, proprio perché la pratica teatrale impone questo: calarsi in panni diversi dai propri, abbracciare un punto di vista “altro” rispetto al proprio, sviluppare un’attenzione ai propri compagni anziché a sé. In questo senso, il teatro è il contrario del muro, della divisione, del sospetto verso l’altro.

Potrebbe essere un importante terreno di condivisione e di avvicinamento; dovrebbe e potrebbe essere nelle proprie pratiche e nelle proprie dinamiche un modello comportamentale di convivenza delle diversità individuali. In ragione di queste considerazioni, un gruppo teatrale i cui componenti vengano da paesi e da culture diverse possiede un potenziale, una ricchezza che nessuna compagnia monoculturale potrà mai avere, diventando un luogo di incontro di motivazioni e di culture differenti, unite da un lavoro comune e dalla ricerca di un’identità che abbia il volto di tutti quelli che ci lavorano dentro.

Le foto

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Il video

Teatro dell'Argine Società Cooperativa Sociale | Sede legale via dei Gelsi, 17 | 40068 San Lazzaro di Savena - BOLOGNA | P.I. 02522171202