Le regole del gioco 2016

Le regole del gioco 2016

martedì 7 e mercoledì 8 giugno ore 21.30

Laboratori ITC Studio
 
Le cognate
con gli allievi del Gruppo lunedì bianco
a cura di Lea Cirianni
Gli ultimi giorni dell’umanità
con gli allievi del Laboratorio Intesivo di recitazione del giovedì light
a cura di Micaela Casalboni
 

posto unico 6 euro

Le cognate
La tombola delle casalinghe
presso ITC Teatro | Via Rimembranze 26, San Lazzaro di Savena
con Susanna Angeli, Paola Benfenati, Roberta Benni, Marisa Bonetti, Cristiana Bortolotti, Alessandra Calderara, Valentina Caranti, Francesca Cazzola, Ivana Ferrari, Maria Genovese, Sonia Mandrioli, Manuela Mengoli, Patrizia Tossani
video di Simon Barletti
regia di Lea Cirianni

Cosa faresti se la tua/o migliore amica/o vincesse un milione di punti?
a. Ne sarei molto felice. È sempre bello quando qualcuno ha un po’ di fortuna!
b. Cosa vuoi che me ne faccia di tutti quei premi inutili.
c. La/o aiuterei a sistemare i premi… sperando me ne regali qualcuno!
d. Non è giusto piove sempre sul bagnato… lei/lui non se li merita!
e. La/o chiamo per congratularmi ma declino l’invito a casa sua.
E cosa faranno Maria, Adele, Fioretta, Giulia, Teresa, Olivia, Angelina, Renata, le amiche e... Linda, la figlia e Rosa e Nina, le sorelle, quando vengono a sapere che Agnese ha vinto un milione di punti?
Agnese, casalinga, vince ad un concorso un milione di punti che le permetteranno di comprarsi tutto ciò che ha sempre sognato: mobili nuovi, elettrodomestici, tende e persino un tosaerba! Agnese coinvolge amiche e vicine per l’incollaggio dei punti... un’occasione d’incontro, di chiacchiere e pettegolezzi. E un covo salottiero di donne si trasforma in un ritratto crudele di una realtà tutta al femminile! Così, tra un punto e l’altro, ci raccontano il loro mondo drammaticamente comico. Ma dietro a queste figure stereotipate e grottesche c’è qualcos'altro. Le casalinghe istupidite, frustrate, incattivite e represse forse ci raccontano qualcosa di molto vicino a noi.

Gli ultimi giorni dell’umanità
presso Teatro Nostra Signora della Fiducia | Piazza Lambrakis 1, Bologna
con Nunziatino Andreola, Paola Benevento, Gaspare Bonacasa, Riccardo Calmucchi, Alessia Del Bianco, Nicola Gencarelli, Sandra Gentilini, Elisabetta Guidastri, Alice Lisi, Silvia Pandini
e con Maria Rosaria Aprile, Lucia Bonini, Lorenzo Cavrini, Angela Degli Esposti, Luca Di Costanzo, Daniela Gardenghi, Stefano Lipparini, Francesca Maulà, Patrizia Palermo, Roberta Parrella, Elisa Pompilio
regia di Micaela Casalboni

«La messa in scena di questo dramma, la cui mole occuperebbe circa dieci serate, è concepita per un teatro di Marte. I frequentatori di teatri di questo mondo non saprebbero reggervi. Perché è sangue del loro sangue e sostanza della sostanza di quegli anni irreali, inconcepibili, di quegli anni in cui personaggi da operetta recitarono la tragedia dell’umanità».
Così scriveva Karl Kraus a proposito del suo dramma sulla prima guerra mondiale Gli ultimi giorni dell’umanità, un’opera irrappresentabile per vastità e complessità. Eppure Kraus la scrisse, continuando ad aggiungere pagina a pagina, scena a scena, testardamente e implacabilmente, perché non poteva credere e non poteva sopportare che gli esseri umani fossero stati capaci di tale barbarie: una guerra di soldatini mandati al macello, di armi di distruzione di massa di nuova concezione e di macellai al potere; ma anche la prima guerra con copertura massmediatica, nella quale la propaganda andò oltre i comizi in piazza per servirsi della carta stampata; infine, una guerra senza memoria, che già preludeva alla successiva, come una feroce profezia fatta per burla.
Un’opera, dunque, irrappresentabile nella sua totalità e paradossale per i suoi protagonisti: grandi statisti e umili soldatini che sembrano «personaggi da operetta», marionette da farsa, buoni per la parodia, tanto assurdi e surreali sembrano i loro atti e le loro parole, molti dei quali sono invece fatti e detti storici.
A questo ci siamo ispirati, e proprio sul contrasto fra farsa e tragedia, fra grottesco e quotidiano, fra comico e drammatico abbiamo giocato il lavoro con gli allievi del laboratorio intensivo di recitazione del giovedì: che recitano una decina almeno di personaggi a testa, che lavorano sull’espressionismo del corpo e della voce, che si aggirano fra decine e decine di oggetti, sacchi da trincea, corpi di altri compagni, passando da una scena all’altra, dal riso al pianto, dal movimento alla parola con grande generosità e frenesia.
Per rendere omaggio alla testardaggine di quel piccolo uomo e al suo straordinario manifesto antibellico.

Teatro dell'Argine Società Cooperativa Sociale | Sede legale via dei Gelsi, 17 | 40068 San Lazzaro di Savena - BOLOGNA | P.I. 02522171202