Ottanta

Ottanta

venerdì 28, sabato 29 e domenica 30 aprile 2017 ore 21.00

con gli allievi del laboratorio di recitazione gruppo n° 1:
Antonella Albertazzi, Paola Bertelli, Ondina Cassotta, Marina Cosma, Angela Degli Esposti, Marco Garavini, Carlotta Gruppioni, Filippo Lanzi, Stefano Lipparini, Elena Malavolti, Francesca Maulà, Luisa Nifosì, David Pardo, Marica Pellegrini, Monica Santandrea
 
e con gli allievi del laboratorio di recitazione gruppo n° 2:
Donatella Andria, Maria Rosaria Aprile, Lucia Bonini, Riccardo Calmucchi, Lorenzo Cavrini, Daniela Gardenghi, Fausto Gattuso, Silvana Maiorano, Marco Masetti, Roberta Parrella, Ambra Rochelle Scandura
 
laboratorio e regia a cura di 
Giacomo Armaroli, Micaela Casalboni, Giulia Franzaresi

 

posto unico 6 euro

La musica, gli eventi storici, la moda, la televisione: una galleria di meraviglie e mostruosità da uno dei decenni più trash, pop, kitsch e, al contempo, più pesanti e gravi di conseguenze sul futuro che l’Italia possa ricordare. Anni in cui leggerezza e pesantezza si mescolavano e confondevano continuamente, anni in cui si è intravisto (o desiderato) un secondo boom economico e sociale e che invece si rivelarono essere, alla prova dei fatti storici, culla dei profondi malesseri dei decenni a venire.
Erano gli anni del Drive In e di Colpo Grosso, delle tv private e delle pubblicità, di Dynasty e dei Duran Duran, dei primi (enormi) telefonini, dei computer, dei walkman, delle audiocassette e dei floppy disc; ma erano anche gli anni della droga e dello scandalo AIDS, di Chernobyl e del terrorismo (sì, del terrorismo), di Vermicino e dello shuttle che esplode in diretta tv. Erano gli anni della strage di Bologna e del crollo del muro di Berlino, che simbolicamente aprono e chiudono un decennio forte, spensierato e acido, che è ancora difficile leggere oggi, quasi 40 anni dopo.
In onore a una delle invenzioni più importanti del decennio, quella del telecomando, lo spettacolo ha la struttura dello zapping, alterna cioè scene teatrali di grandi autori classici e contemporanei a video d’epoca che ci ritufferanno in quell’atmosfera.
Per i due gruppi di lavoro, oltre alle difficoltà legate all’interpretazione, quelle che nascono da una drammaturgia blob, volutamente esplosa e frammentaria, che li costringe a passare da un personaggio all’altro, da un’atmosfera all’altra, sempre pronti, sempre sul filo, sempre eccitati.
 
Guardare avanti, sempre avanti
La polvere va sotto il tappeto
Like a Virgin
Tutto come per la prima volta
Tutto leggero, leggero
Tutto facile
La felicità è ora e qui.
We are the world.
(Lucia Bonini)
 

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