
Smontare e rimontare un uomo parte da Un uomo è un uomo di Bertolt Brecht, ma non si limita a seguirne la strada. La trama originale è stata il punto di partenza: una macchina teatrale potentissima, capace di mostrare quanto un’identità possa essere manipolata, trasformata, piegata alle esigenze del potere e della guerra.
Da lì, però, il lavoro del gruppo ha preso direzioni proprie. La riflessione condivisa, il gioco d’improvvisazione e l’incontro con la Commedia dell’Arte hanno aperto strade diverse, portando la vicenda verso conclusioni nuove.
Gli attori lavorano su un canovaccio: non un copione chiuso, ma una struttura viva, fatta di scene, snodi, rapporti e situazioni. Dentro questa traccia, recitano a braccio, costruendo ogni volta la relazione con i compagni, con le maschere e con il pubblico.
Al centro ci sono tre figure, tre tipi di persona, tre modi diversi di attraversare lo stesso ingranaggio. Ognuna porta con sé una forza e una debolezza: c’è chi ingenuo ed affamato rischia di essere trasformato perché non riesce a difendere il proprio nome; chi prova a salvarsi usando l’astuzia, la sua ricchezza economica e di esperienza, ma cammina costantemente sul filo della propria stessa trappola; chi cerca nell’onore, nella forza di una relazione d’amore inestinguibile e nel desiderio di restare umano una possibilità di fuga.
Tre percorsi, dunque, e tre soluzioni diverse. Non vengono offerte come semplici finali alternativi, ma come tre risposte alla stessa domanda: che cosa resta di una persona quando il potere e un mondo marcio tentano di smontarla e rimontarla secondo il proprio bisogno?
La Commedia dell’Arte permette di affrontare questa domanda attraverso il gioco: maschere, lazzi, equivoci, rovesciamenti, fughe, inganni e improvvisazioni. Ma sotto la comicità resta qualcosa di più duro: il sospetto che l’identità non sia mai al sicuro, soprattutto quando intorno cresce la logica della guerra (militare, ma anche economica).
Smontare e rimontare un uomo è allora un esperimento comico e inquieto: una storia nata da Brecht, attraversata dalle maschere, e trasformata dal lavoro degli attori in una domanda aperta sul potere, sulla fragilità e sulla possibilità di restare se stessi.
con Mattia Barillari, Benedikt Dominik Boesemann, Luca Canova, Edoardo Ciliegi, Leonardo Cominelli, Sofia Donato, Stella Elmi, Matteo Filippi, Mattia Guadagnini, Mojde Hussen, Davide Marzolo, Greta Masetti, Lisa Mazzotti, Francesco Palma
regia Paolo Fronticelli
INTERO: € 8,00
ALLIEVO/A ITC STUDIO: € 8,00
RIDOTTO 6-11 anni: € 5,00
OMAGGIO 0-5 anni
ITC Lab, Via Rimembranze 26, San Lazzaro di Savena (BO)
2024 - Teatro dell'Argine Società Cooperativa Sociale
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