Pitùr Teatro  -  2014

Locandina

Una produzione Teatro dell'Argine/ Teatro Sociale di Gualtieri/ Comune di Gualtieri/ Olinda/ dueL
 
uno spettacolo di Mario Perrotta
 
con Mario Perrotta, Micaela Casalboni, Paola Roscioli, Lorenzo Ansaloni, Thomas Martino, Claudia Mosconi, Anaïs Nicolas, Mirko Paparusso
musiche di Mario Arcari
 
foto di scena: Luigi Burroni
 
Prima nazionale: 31 maggio 2014 - ore 20.30 | Teatro Sybaris | Festival Primavera dei Teatri
 
Il Progetto Ligabue è un progetto realizzato nell’ambito di «Viavai – Contrabbando culturale Svizzera-Lombardia», un programma di scambi binazionali promosso dalla Fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia e realizzato in partenariato con i cantoni Ticino e Vallese, la città di Zurigo, la Fondazione Ernst Göhner e con il patrocinio degli Assessorati alla Cultura della Regione Lombardia e del Comune di Milano. www.viavai-cultura.net
 
Il Progetto Ligabue è sostenuto con i fondi otto per mille della Chiesa Valdese (Unione delle chiese metodiste e valdesi)
 

 

Lo spettacolo

Secondo movimento del Progetto Ligabue, vedrà coinvolti sulla scena nove interpreti tra attori-danzatori e musicisti per regalare voce, suono e fatica fisica al mondo interiore di Ligabue, alle sue ossessioni, trasformando in corpi danzanti e parlanti gli animali, i volti e i paesaggi del suo immaginario pittorico, la Svizzera mitica dei suoi sfondi, ma anche la forza dirompente dei suoi colori.
Dopo aver lavorato sull'uomo Ligabue nel primo spettacolo, ora il focus è sull'artista e il suo paesaggio interiore, alla ricerca di quel corto circuito che avvenne nella vita di Antonio Ligabue, quando le linee verticali delle montagne svizzere vennero a contatto con le linee orizzontali delle pianure padane, generando nell'anima un contrasto esplosivo continuamente denunciato dal pittore nei suoi dipinti.

Il progetto

2013-2015
PROGETTO LIGABUE
arte, marginalità e follia
di Mario Perrotta
 
L'ARTISTA E I LUOGHI
Il progetto si sviluppa in tre stadi e ruota intorno alla figura di Antonio Ligabue e al suo rapporto con i luoghi che segnarono la sua esistenza e la sua creazione artistica: la Svizzera, dove nacque e visse fino ai diciotto anni; il territorio di Gualtieri (RE), sulle rive del Po, e le sponde reggiane e mantovane dello stesso fiume, dove produsse gran parte dei suoi quadri e delle sue sculture.
La piazza di Gualtieri mi ha colpito per le sue linee razionali e per essere stata progettata da un noto architetto estense alla fine del '500 in modo che ogni angolo, ogni linea dei palazzi e ogni ombra proiettata dalla torre della piazza, rispecchino una sorta di cosmogonia cittadina. Ma questo sarebbe poco.
La piazza di Gualtieri mi ha colpito perché il suo eccesso di razionalismo architettonico è violato e infranto nel '900 dalla presenza di Antonio Ligabue, la cui “irrazionalità” risulta fondante per tutta la sua arte. Ligabue dissacrava la perfezione di quel luogo con la sua sola presenza, evidentemente imperfetta, da scemo del paese, con il volto tumefatto dai colpi di pietra che da solo si infliggeva e con le urla strazianti di rabbia e dolore per un commento sbagliato su un suo quadro.
La piazza di Gualtieri e Gualtieri stesso mi hanno colpito perché appaiono rarissime volte nei tanti quadri di Ligabue con sfondo urbano, perché lui, il Toni - come lo chiamavano gli abitanti del paese - ci metteva sempre un paesaggio svizzero nei suoi quadri, il paesaggio mitico di un'infanzia e una felicità perduta.
Eppure, c'è un luogo intorno a Gualtieri, quasi addosso a Gualtieri, che ti lascia capire perché il Toni, estradato di forza in Italia, accettò di vivere in quei luoghi e di soggiornarvi fino alla morte: il fiume Po e la sua golena in terra reggiana e mantovana. Qui Ligabue poteva “separarsi” dal mondo civile, mettersi al margine, per ricongiungersi con il suo mondo interiore e con una natura abbastanza selvaggia da diventare sfondo possibile dei suoi felini in piena caccia.
Ed eccolo allora il mio Ligabue, non al centro del paese, ma sempre periferico, sempre lungo gli argini, su quel confine naturale che è il Po, confine sempre violato da Ligabue nelle sue peregrinazioni selvagge. Eccolo nelle campagne sterminate della bassa, dove la crudezza dell'esistere e le leggi di natura offrivano violenza sufficiente al suo immaginario pittorico.
Eccolo, risputato in piazza da una piena del fiume e risucchiato tra la vegetazione da una secca delle acque.
Eccolo, mentre si fa madre-natura masticando l'argilla del Po per impastare corpi e volti di terracotta. Eccolo mescolare tetti e casolari svizzeri con le felci del Po e, nel mezzo, la sua faccia, i suoi occhi di sbieco che saltano l'appuntamento col nostro sguardo, trapassandolo.
Da questi pensieri e suggestioni, è nato forte il bisogno di raccontare questo conflitto a tre tra lo “svizzero” Antonio Ligabue, il suo paesaggio interiore e il paese di Gualtieri sulle rive del Po. Da qui la necessità di rimettere al centro della mia attenzione la marginalità (dopo averla esplorata a fondo nel progetto sull'emigrazione italiana), di indagare la follia creativa che cambia le prospettive delle cose e dei luoghi, concentrarmi ancora una volta sulla parola "confine" e sulle sue implicazioni. Usare il fiume Po come confine e Ligabue per scardinarlo quel confine.
Indagare Ligabue significa indagare il rapporto di una comunità con lo “scemo del paese”, da tutti temuto e tenuto a margine, ma significa anche accettare lo spostamento che provoca una nuova visione delle cose, una visione “folle”, che mette a rischio gli equilibri di chi osserva, costringendolo a porsi la classica domanda: chi è il pazzo?
Infine e oltre ogni considerazione razionale, mi trovo “costretto” a seguire una personalissima attrazione, ancestrale direi, per l'animale Antonio Ligabue, quella zona bestiale e pura che lui ha così tenacemente cercato nella sua opera, restituendola a noi con una violenza insuperata.
 
GLI SPETTACOLI
Giugno 2013 - L'Uomo
Festival Primavera dei Teatri 2013 - Debutta Un bès - Antonio Ligabue il primo spettacolo-monologo che mi vedrà solo in scena di fronte all'uomo Ligabue.
Stare al margine è condizione disumana ma è anche angolo privilegiato di osservazione. Essere pazzo ti posiziona fuori, ma se dipingi con quella forza, forse sono gli altri che sono dentro. E nonostante questa consapevolezza, soffrire come un cane la mancanza d'amore.
 
Estate 2014 - Pitùr
Festival Primavera dei Teatri 2014 - Secondo movimento del Progetto Ligabue, ha coinvolto sulla scena nove interpreti tra attori-danzatori e musicisti per regalare voce, suono e fatica fisica al mondo interiore di Ligabue, alle sue ossessioni, trasformando in corpi danzanti e parlanti gli animali, i volti e i paesaggi del suo immaginario pittorico, la Svizzera mitica dei suoi sfondi, ma anche la forza dirompente dei suoi colori.
Dopo aver lavorato sull'uomo Ligabue nel primo spettacolo, ora il focus è sull'artista e il suo paesaggio interiore, alla ricerca di quel corto circuito che avvenne nella vita di Antonio Ligabue, quando le linee verticali delle montagne svizzere vennero a contatto con le linee orizzontali delle pianure padane, generando nell'anima un contrasto esplosivo continuamente denunciato dal pittore nei suoi dipinti.
 
Primavera 2015 - Il Paese e il Fiume - Gualtieri
Il 21 maggio 2015 debutta il terzo ed ultimo movimento: Bassa continua - Toni sul Po. Tre diversi percorsi tra Reggio Emilia (Percorso Manicomio), Guastalla (Percorso Città), Gualtieri (Percorso Fiume) e un unico gran finale in una sola grande piazza. Occupare fisicamente il paese di Gualtieri e le sponde reggiane e mantovane del Po con attori, musicisti, danzatori, video-makers, artisti figurativi, facendo esplodere in tutte le sue contraddizioni il rapporto tra il folle e il paese, partendo dalla piazza e invadendo tutto il territorio intorno al fiume come scenario della vicenda. Non è un caso che Giovan Battista Aleotti, l'architetto che progettò la piazza di Gualtieri, fosse notissimo all'epoca, anche come scenografo teatrale. Ma fermarsi a questo sarebbe riduttivo. E infatti, la piazza sarà solo il luogo di partenza per tre possibili percorsi attraverso i portici, il palazzo Bentivoglio, il Teatro Sociale di Gualtieri e la sua prospettiva ribaltata - tu spettatore seduto al posto del palco crollato e io attore in platea tra i palchetti liberty - la golena, le due sponde del Po, quella reggiana e quella mantovana, mettendo insieme brandelli di un Ligabue esploso, raccontato tra performance, esposizioni, interazioni con il pubblico e orchestre galleggianti sulle acque del fiume.
 
LE ALTRE ATTIVITÀ
Lingue di scena
Tre lingue diverse, tre attori diversi, tre luoghi diversi della Svizzera (tedesca, francese e italiana). Stesso giorno, stessa regia, stesso spettacolo.
Così debutterà sul territorio svizzero lo spettacolo Un bès - Antonio Ligabue, in tre differenti teatri legati al territorio linguistico di appartenenza, lo stesso giorno e con la stessa regia di Mario Perrotta. L'interpretazione della versione tedesca e francese, sarà affidata a due attori individuati attraverso una serie di laboratori che partiranno dall'estate 2013, con la traduzione curata da drammaturghi svizzeri che parteciperanno agli stessi laboratori.
Toni di colore
Laboratori nelle scuole italiane e svizzere sulla figura di Antonio Ligabue, utilizzando il teatro e l'arte figurativa come mezzo pedagogico e incentrando l'attenzione sulla diversità.
Sporchi fuori e sporchi dentro
Interventi nel territorio emiliano e lombardo sul tema della marginalità e del disagio mentale.
Paesaggi sconfinati
Rivoluzionare la lettura del territorio, rompere i confini, intervenendo con laboratori, stage e incontri, nei luoghi di Ligabue - il manicomio, le rive del Po, le campagne - e raccontarli da nuovi punti di vista.
Un uomo visto dal basso
Interviste a uomini e donne del territorio, tra la sponda reggiana e la sponda mantovana del Po, per ricostruire la figura di Antonio Ligabue dal basso. Un biografia popolare a più voci.
Le parole e le facce
Realizzazione di un documentario e di un reportage fotografico di tutta la fase di ricerca.
Le relazioni, i territori
Mettere in rete diverse associazioni culturali, cooperative sociali, compagnie teatrali, circensi, gruppi di scrittura tra Italia e Svizzera per la realizzazione dei tre spettacoli e tutte le altre attività del progetto.

Le foto

Seleziona una miniatura per scorrere l'intera galleria e scaricare quella che più ti piace.

Le recensioni

Il Corriere della Sera
Magda Poli
Mario Perrotta è un quadro parlante che alla fine si fonderà con gli attori, con i pensieri e le sensazioni in movimento nella mente del pittore in un fluire sincopato. Un commovente, inquietante ritratto di “Al matt”, come veniva chiamato Ligabue, meglio, un autoritratto d’artista solo, “con la faccia da strappo per vedere se sotto ce n’è un’altra”.
 
La Repubblica
Sara Chiappori
Uno spettacolo inquieto e coraggioso.
 
L’Unità
Maria Grazia Gregori
Palpita qui il senso profondo di un’esclusione con quello spiare fuori dalle balere la felicità degli altri, con quella lingua dive parole tedesche inseguono l’italiano personalissimodel grande pittore.
 
doppiozero.com
Massimo Marino
C’è da ammirare il coraggio di Perrotta di esplorare nuovi territori e c’è da lasciarsi trasportare negli incubi, rappresentati in corpi, in immagini che raccontano senza parole Ligabue.
 
Il Sole 24 Ore
Renato Palazzi
Pitùr, seconda tappa del progetto, è un approccio più prettamente coreografico. In questa poetica variazione sul tema spicca la bella musica di Mario Arcari.
 
rumor(s)cena.com
Tommaso Chimenti
In Pitùr esplodono i fantasmi, le ombre, i pensieri tenuti nascosti. Nelle danze il rimando, sublimato e poetico ed etereo, del Ligabue en travestì per cercare ispirazione, per cercare immedesimazione urlante.
 
klpteatro.it
Mario Bianchi
Mario Perrotta a Castrovillari ci ha regalato la seconda perla della Triade teatrale dedicata al pittore Antonio Ligabue.

Le date

Per rimanere aggiornati sulla tournée del Teatro dell'Argine, iscrivetevi alla newsletter cliccando qui.

Teatro dell'Argine Società Cooperativa Sociale | Sede legale via dei Gelsi, 17 | 40068 San Lazzaro di Savena - BOLOGNA | P.I. 02522171202