Houdini! Vita, morte, miracoli Teatro  -  2001

Locandina

Una produzione del Teatro dell'Argine

di Luca Barbuto
 
con Mario Perrotta
 
regia di Andrea Paolucci

Lo spettacolo

Questa è la storia del mago Houdini. Uno spaccone che amava i soldi e la mamma; un immigrato che per dissimulare il suo accento parlava a ritmo di jazz; un business man che si faceva arrestare a fini di marketing. Houdini andava a caccia di spiritisti e ciarlatani per smascherarli in nome della ragione, ma non rivelò mai i suoi trucchi. Era un uomo che amava così tanto la vita da sembrare ottuso, e rispettava così tanto la morte da giocarci. Poi andava in giro a comprare i pezzi di cimitero in cui erano sepolti tutti i maghi del mondo.

Tutti conoscono Harry Houdini. L’idea che abbiamo di questo personaggio è quella del mago che riusciva a scappare dalle trappole più incredibili: le manette dei fabbri che lo sfidavano e le pagode cinesi che lui stesso ideava; i furgoni blindati della polizia zarista e le galere di Scotland Yard. Riuscì a salvarsi immerso sotto la superficie ghiacciata di un fiume; si liberò legato e appeso su una gru a 200 metri d’altezza. La divina Sarah Bernhardt gli chiese se fosse in grado di farle ricrescere la gamba; il presidente Theodore Roosevelt gli chiese di leggergli nel pensiero – e Houdini ci riuscì; Sir Arthur Conan Doyle pensò che Houdini fosse il messia di una nuova religione. Il prototipo dell’eroe popolare moderno.

Ma c’è un altro Houdini che non conosciamo. Anzi, sono molti gli Houdini sconosciuti, che non hanno trovato spazio nelle interpretazioni cinematografiche di Tony Curtis o di Harvey Keitel.

E sono ritratti contraddittori di un uomo che alla fine è impossibile decifrare con chiarezza. 

E’ l’Houdini che ha sfidato l’establishment scientifico americano dell’epoca, sbugiardando tutti gli azzimati e ingenui professori che credevano ai medium e agli spiritisti più scalcinati. Un mago con una cultura “fai da te” che nel campo del paranormale era di 50 anni più avanzata di quella accademica. Ma era anche il figlio che nonostante tutto cercò sempre di mettersi in contatto con l’aldilà, per chiedere alla mamma se Dio esisteva veramente.

O forse è più “vero” l’Houdini privato, archetipo dell’uomo puritano a cavallo tra Ottocento e Novecento? Un esemplare cultore del ricordo della famiglia, dedito alla moglie, servitore della patria, onesto, leale e coraggioso. Ma c’è, ancora una volta, un altro Houdini, che disprezza velatamente il padre, tradisce – una volta sola però – la moglie, maltratta il fratello più debole e addirittura emigra per un certo periodo in Australia, per diventare il primo aviatore della storia dell’Oceania, stizzito dal fatto che in America quel record gli era stato soffiato pochi mesi prima.

 Houdini è inafferrabile; non poteva essere altrimenti. Ma grazie a lui possiamo afferrare un’epoca, cogliere quel momento in cui la modernità cominciò un’impressionante accelerazione tecnologica, scientifica e spettacolare che l’avrebbe portata fino ad oggi. 

Dopo la quale – purtroppo o per fortuna – non è più stato possibile assistere alla nascita di un altro Houdini.

Il testo

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Le foto

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Il Video

La scheda tecnica

Lo spettacolo può essere effettuato in qualunque spazio 
 
La durata dello spettacolo è di 70 minuti 
  
Fonica  
Lettore CD   
Amplificazione adeguata allo spazio  
Eventuale microfono  
 
Luci per spazi teatrali  
12 pc 1000 Kw completi di bandiere e porta gelatine  
8 domino 1000 Kw  
2 sagomatori 1000 Kw  
Mixer luci 12 ch doppia scena  
2 Dimmer 6 Ch x 2,5 Kw 
 
Luci per spazi non teatrali 
10 lampadine da 100 watt

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