Poetandem 2010 Evento  -  2010

Locandina

Un progetto della Compagnia del Teatro dell’Argine
organizzato nell’ambito de La scena dell'incontro 2010, all'interno di Molteplicittà e di Bologna Estate 2010
con il sostegno di Legacoop Bologna
e con il patrocinio del Comune di Bologna, Comune di San Lazzaro di Savena, Provincia di Bologna, Regione Emilia-Romagna

con gli attori del Teatro dell'Argine e gli allievi dell'ITC Studio

Seconda Edizione - Sabato 10 luglio 2010
ore 17.00 - Piazza Bracci (San Lazzaro di Savena - Bo)
ore 19.00 - Piazza Santo Stefano (Bologna)
ore 19.40 - Piazza Re Enzo (Bologna)
ore 20.20 - Via delle Moline (Bologna)
ore 21.00 - Giardini Filippo Re (Bologna)

Lo spettacolo

Decine e decine di persone in bicicletta. L’intera comunità che da anni fa teatro con il Teatro dell’Argine, ma anche sconosciuti, spettatori, semplici cittadini, italiani e stranieri, adulti e bambini, dilettanti e professionisti. Ciascuno con una poesia a memoria. Centinaia di poesie scritte da poeti di paesi non occidentali. Poesie che raccontano mondi e condizioni lontane dalle nostre. Gioiosamente invadono piazze, vie, giardini, insomma luoghi della città significativi dal punto di vista dell’incontro, della mescolanza tra culture diverse. Una pacifica invasione di poesie e biciclette. Uno spettacolo per le città di San Lazzaro e di Bologna. Una festa che coinvolgerà tutti, in bicicletta e a piedi. 

 

Le poesie

Fiore giallo Ivan Junquiera brasile
Nella casa addormentata in quest’alba nazim hikmet turchia
Arrivederci fratello mare nazim hikmet turchia
Il mattino nazim hikmet turchia
I giorni sono sempre più brevi nazim hikmet turchia
In questa notte d'autunno  nazim hikmet turchia
Partenza Barbara Pumhösel (Austria)
Lamento di Li Ling separandosi da Su Wu Dinastia dei HAN (206 a.C. - 220 d.C.)
A Tan Chiu Li Po Cina
I corvi che gracchiano a sera Li Po Cina
Identità Mia Couto Mozambico
BIGLIETTO DI VIAGGIO Samih al Qasim, Palestina
Vivere una sola vita Ndjock Ngana, Camerun
Bianco & nero I Barolong Seboni, Botswana
IO VADO Latif, Kurdistan
CHIODO Latif, Kurdistan
LA NOSTRA POESIA E' SCRITTA CON LE LACRIME Bozarslan, Kurdistan
Torneremo rivestiti di sole Poul Dakeyo, Camerun
Ho dipinto la pace Tali Sorek, Israele
Dietro al monastero, vicino alla strada Ernesto Cardenal, Nicaragua
Dialoghi Sherko Beaks, poeta curdo
La profondità del cuore Tarik Aziz, Kurdistan
Bottiglia nel mare Mario Benedetti, Uruguay
Come l’albero non finisce Norman H. Russel, indiano Cherokee
FRATELLI MIEI Tatanka Iyotake, Toro Seduto, Sioux
Ritratto Cecilia Meireles, Brasile
Stanotte leggiamo poesie Weir Wieseltier, Israele
Soli Juan Gelman, Argentina
La coda – Nizar Quabbani (Siria)
Castigo – Ahmad Shamloo (Iran)
Incontro televisivo con un Godot arabo – Nizar Quabbani (Siria)
Morte e vida severina – Joâo Cabral de Melo Neto (Brasile)
Sonetto della separazione – Vinicius de Moraes (Brasile)
Il viaggiatore al viaggiatore ha detto: non ritorneremo come... – Mahmud Darwish (Palestina)
Eternità del fico d'India – Mahmud Darwish (Palestina)
Durante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata da me – Nazim Hikmet (Turchia)
Sino alla mia fine e alla sua – Mahmud Darwish (Palestina)
L'assenza dondola nell'aria come un batacchio di ferro – Nazim Hikmet (Turchia)
Dialogo – Cecilia Meireles (Brasile)
Abu Gahl... acquista Fleet Street – Nizar Quabbani (Siria)
Conversazione telefonica – Wole Soyinka (Nigeria)
A New York (per un’orchestra di jazz: assolo di tromba) – Léopold Sédar Senghor (Senegal)
Della SAUDADE – Cecilia Meireles (Brasile)
cercando un cugino sull’altalena – A(ttippat) K(hrishnaswami) Ramanujan (India)
Confidenza dell’Itabirano – Carlos Drummond de Andrade (Brasile)
Preludio – Edward Kamau Brathwaite (Barbados)
Torneremo rivestiti di sole – Paul Dakeyo (Camerun)
Amico – Valente Ngwenya Malangatana (Mozambico)
Nel sentire che l’amico tornava dalla guerra – Wang Chien (Cina)
Straniero in una città lontana – Mahmud Darwish (Palestina)
La notte – Nazim Hikmet (Turchia)
ESISTE UNA TERRA – NIZAR QUABBANI – SIRIA
RILETTURA DELLA MUQADDIMA DI IBN KHALDUN 1 – NIZAR QUABBANI – SIRIA
RILETTURA DELLA MUQADDIMA DI IBN KHALDUN 2 – NIZAR QUABBANI – SIRIA
RILETTURA DELLA MUQADDIMA DI IBN KHALDUN 3 – NIZAR QUABBANI – SIRIA
RAFFIGURAZIONE NEL TEMPO GRIGIO 1 – NIZAR QUABBANI – SIRIA
RAFFIGURAZIONE NEL TEMPO GRIGIO 2 – NIZAR QUABBANI – SIRIA
NON POESIA – MEIR WIESELTIER – ISRAELE
MATERIALE DIDATTICO – MEIR WIESELTIER – ISRAELE
VEDO LA MIA OMBRA CHE VIENE DA LONTANO – MAHMUD DARWISH – PALESTINA
CONTADINI SENZA MALIZIA – MAHMUD DARWISH – PALESTINA
QUANTE VOLTE PER NOI SARA’ FINITA? – MAHMUD DARWISH – PALESTINA
IL TRENO E’ PASSATO 1 – MAHMUD DARWISH – PALESTINA
IL TRENO E’ PASSATO 2 – MAHMUD DARWISH – PALESTINA
SUITE PER UN’ALTRO TEMPO – MAHMUD DARWISH – PALESTINA
SONO NATO NEL 1902 – NAZIM HIKMET – TURCHIA
SOLIDARIETA’ – MURILO MENDES
PASSANTI TRA LE PAROLE FUGACI – MAHMUD DARWISH – PALESTINA
DA UN CIELO ALL’ALTRO UGUALE PASSANO I SOGNATORI
DEPOSIZIONE DI BERTOLD BRECHT DAVANTI A UN TRIBUNALE MILITARE – MAHMUD DARWISH – PALESTINA
IL PIU’ BELLO DEI MARI – NAZIM HIKMET – TURCHIA
CHE STA FACENDO ADESSO... – NAZIM HIKMET – TURCHIA
SE PER I BUONI UFFICI...- NAZIM HIKMET – TURCHIA
NON E’ UN CUORE – NAZIM HIKMET – TURCHIA
C’E’ UN ALBERO DENTRO DI ME – NAZIM HIKMET – TURCHIA
LA VITA NON E’ UNO SCHERZO – NAZIM HIKMET – TURCHIA
FORSE LA MIA ULTIMA LETTERA A MEHEMET 1 – NAZIM HIKMET – TURCHIA
 FORSE LA MIA ULTIMA LETTERA A MEHEMET 2 – NAZIM HIKMET – TURCHIA
FORSE LA MIA ULTIMA LETTERA A MEHEMET 3 – NAZIM HIKMET – TURCHIA
I FIORI BIANCHI – KAMALA DAS – INDIA
LEGGENDA – JUDITH WRIGHT – AUSTRALIA
DA DONNA A BIMBO – JUDITH WRIGHT – AUSTRALIA
UN’ALRTA STORIA 1 – SUJATA BHATT – INDIA
UN’ALTRA STORIA 2 – SUJATA BHATT – INDIA
PER MANO – CARLOS DRUMMOND DE ANDRADE – BRASILE
DA VIAGGIO – CECILIA MEIRELES – BRASILE
DA STAZIONE CENTRALE – LEDO IVO – BRASILE
DA I MORTI – IVAN JUNQUEIRA – BRASILE
IL POSTO DI UNA DONNA – IMITIAZ DHARKER – INDIA
QUANDO GIUNGERA’ IL TEMPO MIO – ALESSANDRO BAUSANI
UN UOMO PASSA – GIOVANNI BATTISTA DE CESARE – PERU
LA COLLERA DEL POVERO – ROBERTO PAOLI – PERU’
ALI BABA’ – MIHA MIRECEA BUTCOVAN – ROMANIA
PER LA NASCITA DEL SUO BAMBINO – SOU CHE
LA GRANDE COPERTA
DIMMI UN POCO – WANG CHI
IL GIARDNINIERE APPASSIONATO ALLA SUA DONNA – BAROLONG SEBONI – BOTSWANA
NEVE – SHERKO BEKAS – KURDISTAN
CARTA D’IDENTIRA’ – MAHMUD DARWISH – PALESTINA
INNAMORATO DALLA PALESTINA – MAHMUD DARWISH – PALESTINA
CANTO – MOHAMMED BENNIS – MAROCCO
CANDELA – TARIK AZIZ – KURDISTAN
SEGUITO ALLA PROSSIMA PUNTATA – MEIR WIESELTIER – ISRAELE

Lo schema

SCHEMA DELLE PERFORMANCE

PIAZZA BRACCI E PIAZZA SANTO STEFANO
Ø prima invasione con le bici in tutto lo spazio scampanellando
Ø seconda invasione scendendo dalle bici uno a uno e cominciando a dire le poesie fino a dirle tutti insieme contemporaneamente
Ø PUBBLICO 1: al segnale dei tamburi consegnare le bici agli amici e andare a cercare spettatori a cui dire a tu per tu le poesie (meglio se la si dice a più spettatori, anche spezzandola)
Ø PRIMA FIGURA: DUE CERCHI. Al segnale dei tamburi, fare due cerchi a partire dalla sinistra di MICAELA (GRUPPO A) e IDA (GRUPPO B). A cerchi fatti, due solisti (Ida e Micaela) si alzano e fanno un dialogo poetico.
Ø PUBBLICO 2: al segnale dei tamburi andare a cercare spettatori a cui dire a tu per tu le poesie.
Ø SECONDA FIGURA: LA LINEA. Al segnale dei tamburi, fare una linea dietro MICAELA. A tamburi fermi una solista percorrerà la stradina fatta degli sgabelli che noi le mettiamo sotto i piedi, mentre un solista (Giulia Franzaresi) dirà una poesia.
Ø PUBBLICO 3: al segnale dei tamburi andare a cercare spettatori a cui dire a tu per tu le poesie.
Ø TERZA FIGURA: CORSA E caduta. Al segnale dei tamburi ci scambiamo gli sgabelli, fino allo stop dei tamburi che significa “Cadere a terra”. Gigliola sola resta in piedi e dice una parte della sua poesia.
Ø ADDIO. Al segnale dei tamburi, rimettere in spalla lo sgabello, riprendere le bici e andarsene scampanellando.
 
PIAZZA DEL NETTUNO = ALLE PRIME DUE TRANNE TERZA FIGURA
Ø prima invasione con le bici in tutto lo spazio scampanellando
Ø seconda invasione scendendo dalle bici uno a uno e cominciando a dire le poesie fino a dirle tutti insieme contemporaneamente
Ø PUBBLICO 1: al segnale dei tamburi consegnare le bici agli amici e andare a cercare spettatori a cui dire a tu per tu le poesie (meglio se la si dice a più spettatori, anche spezzandola)
Ø PRIMA FIGURA: DUE CERCHI. Al segnale dei tamburi, fare due cerchi a partire da MICAELA (GRUPPO A) e IDA (GRUPPO B). A cerchi fatti, due solisti (Ida e Micaela) si alzano e fanno un dialogo poetico.
Ø PUBBLICO 2: al segnale dei tamburi andare a cercare spettatori a cui dire a tu per tu le poesie.
Ø SECONDA FIGURA: LA LINEA. Al segnale dei tamburi, fare una linea dietro MICAELA. A tamburi fermi una solista percorrerà la stradina fatta degli sgabelli che noi le mettiamo sotto i piedi, mentre un solista (Giulia Franzaresi) dirà una poesia.
Ø PUBBLICO 3: al segnale dei tamburi andare a cercare spettatori a cui dire a tu per tu le poesie.
Ø TERZA FIGURA: GIROTONDO INTORNO AL NETTUNO. Al segnale dei tamburi MICAELA si ferma. Tutti in cerchio a partire dalla sinistra di Micaela con sgabello davanti. Quando sono arrivati tutti, ci diamo la mano e giriamo in senso orario. Micaela dice verso per verso “Stanotte leggiamo poesie” e tutti ripetono verso per verso.
Ø ADDIO. Al segnale dei tamburi, rimettere in spalla lo sgabello, riprendere le bici e andarsene scampanellando, GIA’ NELL’ORDINE DI ARRIVO e cioè prima gli amici e poi i coreografanti
 
VIA DELLE MOLINE
Ø prima invasione con le bici scampanellando fino in fondo alla via. Chi sa già dove mettersi si mette al posto che aveva, gli altri vanno verso il fondo (lato Teatro delle Moline) e gli verrà detto dove mettersi.
Ø FIGURA della pioggia di poesie. Disporsi su due file ai due lati della via, salire sullo sgabello e dire le poesie ai passanti.
Ø ADDIO. Al segnale dei tamburi, rimettere in spalla lo sgabello, riprendere le bici e andarsene scampanellando.
 
PASSAGGIO DA PIAZZA VERDI
Ø VOLANTINAGGIO Piazza Verdi. Senza scendere dalla bici, dare volantini con poesie alla gente e poi al segnale via, mentre i tamburi suonano.
 
GIARDINI FILIPPO RE
Ø prima invasione con le bici in tutto lo spazio scampanellando
Ø seconda invasione scendendo dalle bici uno a uno e cominciando a dire le poesie fino a dirle tutti insieme contemporaneamente
Ø PUBBLICO 1: al segnale dei tamburi tenere le bici e andare a cercare spettatori a cui dire a tu per tu le poesie (meglio se la si dice a più spettatori, anche spezzandola)
Ø FINALE: Micaela sul palco coi musicisti. Tutti fanno una linea retta sul corridoio centrale tra le aiuole, con le bici, guardando alternativamente uno a destra uno a sinistra. Alla fine dell’ultima poesia solista, tre inchini e poi tutti in mezzo alla gente.

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