Oltre il palcoscenico | Teatro delle Albe

Oltre il palcoscenico | Teatro delle Albe

Da venerdì 28 a domenica 30 gennaio 2022

Cinque fine settimana di spettacoli, laboratori e film per incontrare, conoscere e sperimentare cinque esperienze artistiche contemporanee
 

Laboratorio: € 110,00 | € 90,00 allievi ITC Studio | 10% di sconto per chi partecipa a tutti i laboratori Oltre il palcoscenico | per iscrizioni clicca qui

Proiezione: ingresso gratuito fino a esaurimento posti | prenotazione consigliata cliccando qui

Spettacoli: intero € 16,00 | ridotto € 14,00 (under 26, over 60, convenzionati) | ridotto Social e Card Cultura € 12,00 | A teatro con 1 euro € 1,00

Miniabbonamento ai due spettacoli: € 20,00

Venerdì 28 gennaio | dalle ore 19.00 alle ore 23.00
Sabato 29 gennaio | dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e delle ore 14.30 alle ore 17.00

Laboratorio condotto da Alessandro Argnani | Teatro delle Albe
La non-scuola è l’esperienza teatrale antiaccademica che il Teatro delle Albe tiene viva da più di trent’anni con gli adolescenti, i cittadini e le cittadine. Da Ravenna alle periferie del mondo, attraverso il contagio della non-scuola si è innestato tra la scena e l’universo corale dei molti un atto teatrale che è al contempo pedagogico e artistico. E finalmente approda all’ITC Teatro.

Sabato 29 gennaio ore 21.00
The Sky over Kibera | Proiezione
un film di Marco Martinelli | per la prima volta sullo schermo 150 studenti delle scuole di Nairobi (Kenya) Little Prince School, Ushirika Centre, Cardinal Otunga High School, Urafiki Carovana Primary School sostenute da AVSI | soggetto Marco Martinelli e Ermanna Montanari | consulente alla sceneggiatura Riccardo Bonacina | assistente alla regia Laura Redaelli | montaggio Francesco Tedde | post-produzione Antropotopia | musica originale Daniele Roccato | produttore esecutivo Alessandro Cappello | produzione Ravenna Teatro/Teatro delle Albe | in collaborazione con Fondazione AVSI, Vita non profit magazine, Kamera Film, Antropotopia
The Sky over Kibera è un film d’arte: ci racconta la “messa in vita” della Divina Commedia nell’immenso slum di Nairobi, Kibera, dove il regista ha lavorato con 150 bambini, bambine e adolescenti, reinventando il capolavoro dantesco in lingua inglese e swahili. E lo fa con la sua cifra poetica e visionaria, intrecciando alle riprese dello spettacolo altre immagini, sequenze girate appositamente nello slum per compiere l’operazione alchemica di trasformare il teatro in cinema. Tre adolescenti di Nairobi offrono volto e voce a Dante, Virgilio e Beatrice: sono le guide che conducono lo spettatore nel labirinto di Kibera, dove la “selva oscura” in cui si perde il poeta è più che una semplice metafora, visto che in swahili, Kibera significa “selva”. Attorno a loro un coro brulicante di corpi recita il tumulto dell’essere insieme belve e dannati, ladri e assassini, diavoli e politici corrotti e poeti che indicano le vie della salvezza: tra canti e recitazione, corse frenetiche e danze scatenate, i 150 protagonisti danno vita a un affresco ricco di commovente poesia, a ulteriore conferma dell’universalità del capolavoro dantesco.

Domenica 30 gennaio | ore 16.30
Teatro delle Albe/Ravenna Teatro
Slot Machine
Soliloquio dalla fossa

di Marco Martinelli | ideazione Marco Martinelli, Ermanna Montanari | con Alessandro Argnani e Christian Ravaglioli al piano | musica Cristian Carrara
«Slot Machine racconta la caduta vertiginosa di un giocatore, di un annegare nell’azzardo, dove ogni legame affettivo viene sacrificato sull’altare del niente. Amara è la sua fine e, nel suo malato sogno di potenza, delira da solo dal fondo di un fossato di campagna, colpito a morte dai suoi strozzini, allo stesso tempo vittima e carnefice di se stesso. Il gioco è una sfinge. Come una sfinge, ci interroga sulla nostra natura. E se siamo noi a interrogarlo, a interrogarne il concetto, l’essenza, la presenza millenaria nella storia dell’umanità, come un oracolo antico ci fornisce risposte ambigue: il gioco può manifestarsi come la voragine dell’autodistruzione solitaria, oppure, al contrario, come il senso più alto e bello dello stare insieme, del miracolo della convivenza. Il gioco può rivelarsi strumento demonico o danza angelica, inferno o paradiso, perché va al fondo della nostra enigmatica natura umana.  Il bivio è lì, davanti ai nostri occhi incerti e titubanti di pellegrini, e non vi è nessuna guida sicura che possa suggerirci la strada: è la nostra sorte che è in gioco, e tocca a noi e solo a noi scommettere su quale via prendere. E la scommessa non la si fa una volta per tutte: è una sfida da rinnovare ogni giorno, ad ogni ora di ogni giorno il bivio si ripresenta, implacabile. Dobbiamo puntare, in fondo, sulla strada da percorrere, è il nostro destino, la nostra destinazione: e siamo incastrati, non ci è possibile non scegliere, non possiamo non stare al gioco, al gioco della vita e della morte, non possiamo eludere e scappare. Il prezzo, e le conseguenze della giocata, saremo solo noi a pagarli: quel che, forse, possiamo e dobbiamo scegliere, è da chi e da che cosa lasciarci afferrare» (Marco Martinelli).
Il Teatro delle Albe porta sul palco dell’ITC Teatro la propria poetica riflessione sulla dipendenza dal gioco d’azzardo.
 
Domenica 30 gennaio | ore 19.00
Saluti da Brescello
drammaturgia e regia Marco Martinelli | con Luigi Dadina e Gianni Parmiani
Sulla scena le statue di Peppone e Don Camillo, quelle che si fronteggiano a grandezza naturale in Piazza Matteotti a Brescello, provincia di Reggio Emilia. Sono lì dal 2001, opera dello scultore Andrea Zangani: Don Camillo sorridente, la chiesa di Santa Maria Nascente alle spalle, tonaca sacerdotale e cappello da parroco in testa, la mano destra alzata in segno di saluto, nella sinistra un libro, probabilmente il suo breviario, Peppone dal lato opposto della piazza, il municipio alle spalle, fazzoletto al collo, la mano destra, che tiene il cappello, alzata in segno di saluto. In Piazza si fronteggiano e si salutano, qui invece sono voltate entrambe verso gli spettatori, e pare che stiano salutando proprio loro. O è un’illusione?
Il Teatro delle Albe ci racconta di un'Italia che sta cambiando e di una regione che, nonostante credesse di avere tutti gli "anticorpi", non è risultata immune dalla corruzione.
 
Si comunica che per la partecipazione alla proiezione e agli spettacoli è richiesto il Green Pass.
Si ricorda che all'interno del teatro è obbligatorio l'utilizzo della mascherina durante tutto lo svolgimento della serata. Si invita il pubblico a mantenere il distanziamento sociale in entrata e in uscita, i posti saranno distanziati come da indicazioni ministeriali.

Teatro dell'Argine Società Cooperativa Sociale | Sede legale via dei Gelsi, 17 | 40068 San Lazzaro di Savena - BOLOGNA | P.I. 02522171202