Se non sarò me stesso (Diari e volti dalla Shoah - Studio 1)

Se non sarò me stesso (Diari e volti dalla Shoah - Studio 1)

da mercoledì 14 novembre a domenica 2 dicembre (riposo lunedì e martedì) – ore 21.00

TdA in collaborazione con l'Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano
dai diari dell’Archivio di Pieve Santo Stefano
drammaturgia a cura di Nicola Bonazzi, Azzurra D’Agostino e Vincenzo Picone
con Giada Borgatti, Micaela Casalboni, Lea Cirianni, Deborah Fortini, Giulia Franzaresi, Ida Strizzi
musiche: Andrea Laino
aiuto regia: Vincenzo Picone
regia di Andrea Paolucci

Intero: € 14,00; Ridotto: € 10,00; A teatro con 1 euro: € 1,00

Sei donne per dar voce alle migliaia e migliaia di voci, di corpi, di storie, di ricordi, di testimonianze, di disegni infantili, di anelli nuziali, di scarpe, di abiti, di bambole e di giocattoli perduti e messi a tacere per sempre nei campi di sterminio. Dall’incredibile ricchezza umana e di memoria dell’Archivio dei Diari di Pieve Santo Stefano, un nuovo spettacolo del Teatro dell’Argine sulle piccole storie che si fanno racconto vibrante della grande storia, per fare della memoria un valore presente e vivo, da vestire quotidianamente, e non solo nei giorni di festa.
«Ci siamo immersi nella lettura di decine di diari della Shoah italiana. Diari di donne che hanno vissuto i soprusi, le persecuzioni, gli abomini di una violenza senza senso. E ci siamo trovati a chiederci quale senso avesse raccontare ancora una volta quella violenza. E poi ci siamo chiesti come e in quale modo poter restituire quel profondo senso di intimità e di umanità che la lettura di un diario privato riesce a darti. Quelle che racconteremo non sono solo storie vere, ma pezzi di vita di persone reali che nel loro quotidiano hanno vissuto violenze straordinarie. E che hanno avuto la forza di scriverle e descriverle. La piccola Ave, reclusa nel campo di smistamento "Neue Heimat" a Dresda durante il bombardamento della città; la polacca Dora, sposata come in un dramma brechtiano con l'ariano B.; la giovane Jenny alle prese con lo smercio di documenti falsi e roccambolesche fughe in bicicletta; la forte Bianca dalla famiglia sterminata sui monti dell’Abruzzo; l'anglo-ferrarese Fanny per la quale il mare di Genova non sarà mai più lo stesso dopo la liberazione dal campo di Biberach; la riflessiva Fiorenza, i cui dubbi e le cui domande ci hanno aiutato a capire. Persone prima che storie, a cui abbiamo chiesto in prestito frammenti di poche pagine, episodi rubati, spiccioli di vita racchiusi in pochi minuti di teatro, per provare a non dimenticare».

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