Festival delle Scuole 2014

Festival delle Scuole 2014

giovedì 22 maggio

ore: 16:30
Un sogno!
Scuola Primaria Fornace
ore: 20:30
Alice in a wonderful handsland
Liceo Scientifico A. Righi 
Ottantuno
Liceo Scientifico A. Righi
Sono le nove e tutto va bene!
Teatro Adolescenti ITC Studio ven. 14-18 anni

posto unico: 6,00 €

ore: 16:30
Un sogno!
Scuola Primaria Fornace
 
ore: 20:30
Alice in a wonderful handsland
Liceo Scientifico A. Righi di Bologna - primo gruppo di teatro in lingua
con con Antonio Artese, Elena Bartolini, Valentina Berlato, Riccardo Canzini,Enrico Carracciolo, Davide Cavalieri, Elena Colajanni, Antar Corrado, Giulio Cremoni, Irene Mattioli, Milena Mazzoli, Francesco Ricciardi, Paolo Rispoli, Alice Rizzi, Matteo Scanna
Regia di Lea Cirianni
 
Lo spettacolo è in lingua inglese ed è liberamente ispirato ad Alice' adventures in wonderland di L. Carroll. La trama è nota. Alice, inseguendo la sua curiosità, nelle vesti di uno strano coniglio bianco, finisce in uno mondo capovolto, dove incontra personaggi bizzarri e stravaganti: un topo, un gatto, un pesce, la duchessa e il suo cuoco, un bruco che fuma, un cappellaio matto e una lepre marzolina che bevono il thè, e poi ancora la regina di cuori e suo marito, accompagnati dai fedelissimi soldati di carte... Ma in questo strano e meraviglioso mondo di Alice sono le mani le vere protagoniste, che diventano personaggi e ci raccontano la storia Alice in a wonderful handland.
 
Ottantuno
Liceo Scientifico A. Righidi di Bologna - secondo gruppo
con Federica Baraldi, Camilla Bedetti, Martina Bernardillo, Giovanni Bua, Giuditta Calzati, Celie Cartechini, Emma Cartechini, Giulio Ceravolo, Filioppo Cicchella, Margherita Chionsini, Arianna Ciccolo, Letizia Colluccelli, Beatrice Donati, Jacopo Giancaspro, Valetia Girotti, Andrea Malpezzi, Paolo Martini, Federico Rinaldi, Ilaria Sutti, Lorenzo Viglietti, Federico Zambrotta
Regia di Alessandro Migliucci
 
Ottantuno è una storia vera. E' una storia che parla di uno dei periodi più cupi che l'Italia abbia mai vissuto, attraverso il ricordo di un viaggio che resterà per tutti quanti un segno indelebile nelle coscienze.
Ottantuno rappresenta la perdita di qualcosa di prezioso ma anche la speranza di scoprire la verità su una tragedia, attraverso una lotta cominciata ormai più di trent'anni fa.
Ottantuno, un numero naturale dopo l’ottanta e prima dell’ottantadue.
Ottantuno è nove per nove, e quella del nove una tabellina tra le più facili di tutte.
Ottantuno, in francese si dice quattro per venti più uno. Perché i francesi devono sempre complicare le cose.
Ottantuno. Sono le stelle che conto nel cielo stasera.
Ottantuno, un numero come un altro. Prima dell’ottantadue, dopo l’ottanta. Un numero che per qualcuno significa molto, ma per molti non significa niente.
 
Sono le nove e tutto va bene!
Teatro Adolescenti ITC Studio ven. 14-18 anni - primo gruppo
con Lavinia Cervellati, Carlotta Contino, Fiorella Finelli, Sofia Gullotta, Giovanni Moscatello, Irene Tarozzi, Francesca Veronesi
costumi: Carmela Delle Curti
Regia di Francesco Izzo Vegliante e Ida Strizzi
 
Sono le nove e tutto va bene! è una commedia tratta, ispirata e rimaneggiata da Fools, immeritatamente una delle pièce di Neil Simon meno conosciute e rappresentate nel mondo. Per lo stesso autore, più noto per La Strana Coppia o A Piedi Nudi nel Parco questa pièce del 1981 rappresentava una divertente pausa, un’oasi felice - distante temporalmente e per latitudine dalla realtà quotidiana - da altri lavori “più complicati e pesanti”. Simon la definiva una “favola comica” che possedeva al suo interno appena un “baluginio di stupidità” e che ti faceva pensare che da un momento all’altro i personaggi avrebbero cominciato a cantare e danzare, come in un qualsiasi musical di Broadway.
Sono le nove e tutto ve bene! riprende un racconto popolare russo su un villaggio di idioti che Neil Simon riattualizza e rende senza tempo, con arguzia. La commedia si svolge nel villaggio polacco di Gullienchichev, vittima di una terribile maledizione (AAAARGH!) da ormai duecento anni. Tale maledizione (AAAARGH!) prevede che ogni abitante del villaggio debba soffrire di una forma senza via di scampo e molto acuta, di demenza totale. Qui però non di idiozia si parla, ma di, come dire? “stupidità intelligente”. Simon indaga quel confine sottilissimo fra ilarità di situazioni e dramma dei singoli personaggi. Ma alla fine grandi domande ci assalgono: può la stupidità preservare dall’infelicità? Si può godere della pienezza dell’amore se si è priv(at)i di profondità di pensiero? E soprattutto potremmo noi – con la nostra commedia – aiutare i tanti abitanti delle tante Gullienchichev sparse nel mondo? A voi l’arduo compito di trovare la risposta, ma in fretta, perché le campane iniziano i loro rintocchi…

 

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