Rumore di acque

Rumore di acque

sabato 20 febbraio - ore 21.00

Teatro delle Albe

di Marco Martinelli | ideazione Marco Martinelli ed Ermanna Montanari | in scena Alessandro Renda | regia Marco Martinelli

Intero: € 16,00 | Ridotto: € 12,00 | Ridotto: € 10,00 | A teatro con un euro: € 1,00

Spettacolo in sostituzione de Il volo - La ballata dei picchettini causa indisponibilità di uno degli artisti

«Ho scritto e diretto Rumore di acque dopo alcuni anni passati in Sicilia, presentandolo per la prima volta all'interno di Ravenna Festival 2010. Da allora quel testo ha avuto una lunga vita in Italia e all'estero: si sono moltiplicate le traduzioni, le pubblicazioni e le messe in scena. Ho letto o visto o solo sentito il Generale assumere corpi e lingue diverse, e altre ancora sono le metamorfosi previste: in Francia, in Germania, in Romania, negli Stati Uniti, da Chicago a New York all'Oregon, e poi in Brasile, in Cile, e anche in una singolare edizione “corale” in Belgio, a Mons capitale europea della cultura 2015. Quel generale monologante è in realtà un "medium", è attraversato da un popolo di voci e di volti che lo assediano, il popolo degli annegati, quello che neanche la sua indole burocratica riesce a ridurre a mera statistica. Sono gli scomparsi che si rendono presenti attraverso di lui: lui malgrado. Il generale è solo sulla sua isola sperduta nel Mediterraneo, ma è attorniato dai morti che non lo lasciano in pace, che lo tormentano, che gridano per essere "ricordati" non solo come numeri.
Lo “sproloquio” è venuto fuori di getto, un flusso inarrestabile di numeri e immagini. L’ho scritto a Mons nel gennaio del 2010, sotto la neve, nei giorni di pausa delle prove del detto Molière: mi chiudevo in casa e sprofondavo nel Canale di Sicilia, il grigio cielo del nord Europa si trasformava nella luce del Mediterraneo. Mi rileggevo tutto quel che mi ero appuntato nel mio quaderno di viaggi a Mazara. Storie e racconti, ma non solo. Il canto del muezzin sul suolo italico. Le viuzze intricate della casbah. Il verde squillante delle cupole della cattedrale. Mi nutrivo anche di quelle che erano state le impressioni più forti dei miei compagni di avventura: Ermanna Montanari, che aveva sentito subito la presenza del vulcano, un vulcano sotto l’acqua, un’acqua rossa, infuocata, e su quella aveva da subito immaginato un militare; e Alessandro Renda, che riprendeva tutto quel che poteva con la telecamera, imparava frammenti di tunisino lavorando con gli adolescenti della non-scuola, e rivedeva sotto altra luce le sue radici mazaresi, ricucendo genealogie e arazzi di storie familiari.
Questo oratorio per i sacrificati, i Fratelli Mancuso lo hanno poi arricchito con la loro musica d’eccezione, con le loro potenti voci antiche, che sembrano gridare il dolore dell’umanità dal fondo di un abisso.
Ma in quest'ultimo perido la “questione” dei profughi è esplosa, è diventata oscenamente “visibile”: mentre scrivo i quotidiani aprono con la foto del cadavere di un bimbo siriano tra le braccia di un poliziotto turco, la foto “che scuote l’Europa”, titolano i quotidiani. Non bastano migliaia e migliaia di morti a scuotere l’Europa? Non basta sapere dei bambini annegati a centinaia e centinaia, ci vuole una foto in prima pagina per scuotere l’Europa, il mondo? Dal 2015 al nostro Rumore di acque stanno giungendo richieste dai posti più impensati: scuole, centri sociali, piccole sale teatrali. Per rispondere a queste chiamate, pur continuando a girare nei teatri insieme ai Fratelli Mancuso, nell’edizione da palco che ha debuttato nel 2010, ci siamo inventati una versione più agile dello spettacolo: Ermanna ha ripensato la scenografia, disegnando a terra una performatica spirale di carbone, mentre Alessandro è accompagnato dalle musiche registrate del fisarmonicista Guy Klucevsek, con cui abbiamo realizzato una particolare edizione di Rumore di acque a Milwaukee. E con questo nuovo allestimento possiamo andare quasi ovunque, ovunque la necessità chiamerà lo spettacolo, anche sulla spiaggia: come se fossimo in tempo di guerra. E forse ci siamo davvero» (Marco Martinelli).
 
Lo spettacolo sarà preceduto da Aperitivo con il critico, un incontro di approfondimento a cura di Massimo Marino. Per ulteriori informazioni cliccare qui.
 
A seguire incontro la Compagnia

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