Il Sogno e l'Incubo

Il Sogno e l'Incubo

venerdì 15 e sabato 16 aprile ore 21.00 | domenica 17 aprile ore 16.30 e 18.30

Laboratori ITC Studio
 
con gli allievi del laboratorio intensivo di recitazione del venerdì
 
gruppo 1: Maria Rosaria Aprile, Nancy Bonifazi, Marina Cosma, Angela Degli Esposti, Marco Garavini, Daniela Gardenghi, Carlotta Gruppioni, Mania Karim Masihi, Stefano Lipparini, Francesca Maulà, Assunta Antonietta Moschetti, David Pardo, Marica Pellegrini, Monica Santandrea
 
gruppo 2: Roberto Agnelli, Donatella Andria, Lucia Bonini, Jessica Bruni, Riccardo Calmucchi, Lorenzo Cavrini, Marco Masetti, Patrizia Palermo, Roberta Parrella
 
laboratorio e regia a cura di Micaela Casalboni, Giulia Franzaresi, Vincenzo Picone

Posto Unico: € 6,00

Omaggio a Luca Ronconi

Nostre ispirazioni per questi saggi di fine anno dei laboratori intensivi di recitazione del venerdì sono stati un dramma teatrale e un romanzo: Il Sogno di August Strindberg e I Fratelli Karamazov di Fëdor Dostoevskij, due sfide non da poco per i due gruppi di allievi.
Entrambe hanno a che fare con l’onirico, il visionario, il folle, l’angelico, il passionale, il lussurioso: insomma, l’alto e il basso, la commedia e la tragedia, continuamente oscillando tra l’uno e l’altro opposto esattamente come accade nei sogni – e negli incubi – dove la cruda realtà dei fatti continuamente cambia forma e sostanza, voce e aspetto.
In questo senso, entrambi i lavori sono in primo luogo, ancora una volta, un omaggio al teatro, che proprio nel potere della trasformazione ha la sua più grande magia.
In secondo luogo, sono un modestissimo omaggio a un grande maestro della scena italiana ed europea di tutti i tempi, Luca Ronconi, che da questi due titoli creò due spettacoli memorabili.

Prima parte: la Figlia del dio Indra scende sulla terra per vedere e capire come vivono gli uomini. In questo suo viaggio terreno incontra ogni possibile modello di umanità: un po’ Gesù, un po’ Alice nel Paese delle Meraviglie, un po’ Marziano a Roma di flaianea memoria, la Figlia percorrerà un cammino dalla purezza e dall’ingenuità verso la corruzione e la pesantezza del vivere terreno. Avrà un corpo, proverà emozioni e desideri, farà un mestiere, diventerà moglie e madre, vedrà ricchezza e povertà, lusso ed emarginazione, vivrà insomma il brutto e il bello della vita, solo per accorgersi che l’uno altro non è che il risvolto della medaglia dell’altro.
In questo viaggio teatrale, le atmosfere cambiano continuamente e così anche i personaggi si trasformano, si susseguono e si moltiplicano: in certi casi lo stesso personaggio è interpretato contemporaneamente da più attori, in altri casi più personaggi sono interpretati dallo stesso attore, in un gioco di specchi, rimandi e déjà-vu che ricorda le dinamiche tipiche dei sogni.
 
La trama della seconda parte, molto ridotta rispetto al monumentale capolavoro dostoevskiano, è la storia della famiglia Karamazov, del dissoluto capofamiglia Fëdor Pavlovic, dei suoi figli Dmitrij il selvaggio, Ivan il razionale e Aleksej l’angelo, del suo figliastro maestro di ambiguità Smerdjakov, dei loro amori che si intrecciano fra loro (l’eterea Katerina e la passionale Grušenka), e poi di odi, amici, nemici e protettori di varia origine (il santo ed eccentrico starec Zosima, il padre putativo benché servo Grigorij, il cinico Rakitin che a tutti loro fa da specchio).
Una famiglia dalle così forti passioni, dal passato così tormentato e dalle relazioni così frammentate e al tempo stesso vibranti, che la sua storia di amori intrecciati e debiti di denaro non può che sfociare in conflitto e il conflitto in delitto. Ma questa trama gialla non è che un pretesto per Dostoevskij (e per noi, fortunati lettori) per sondare con incredibile profondità e inarrivabile maestria l’animo umano, labirinto fatto di svolte, curve, alti muri e innumerevoli bivi.
 

Teatro dell'Argine Società Cooperativa Sociale | Sede legale via dei Gelsi, 17 | 40068 San Lazzaro di Savena - BOLOGNA | P.I. 02522171202