Domani e domani e domani | Il Cerchio

Domani e domani e domani | Il Cerchio

Venerdì 27 e sabato 28 aprile 2018 ore 21.00 | domenica 29 aprile 2018 ore 16.30 e 19.30

Laboratori ITC Studio


Domani e domani e domani
con Donatella Andria, Lucia Bonini, Jessica Bruni, Riccardo Calmucchi, Chiara Candini, Lorenzo Cavrini, Roberto Di Lao, Diego Franceschi, Maddalena Ghiotto, Martina Iurianello, Marco Masetti, Roberta Parrella

e con la partecipazione degli allievi del laboratorio intensivo di recitazione del venerdì – gruppo Brecht

Il cerchio
con Maria Rosaria Aprile, Beatrice Beltrandi, Maria Laura Bortolini, Ondina Cassotta, Marina Cosma, Angela Degli Esposti, Luca Franchini, Marco Garavini, Carlotta Gruppioni, Stefano Lipparini, Francesca Maulà, David Pardo, Marica Pellegrini, Arianna Petyx, Monica Santandrea

con la partecipazione straordinaria di Maria Chiara Bini

e con la partecipazione degli allievi del laboratorio intensivo di recitazione del venerdì – gruppo Shakespeare

laboratorio e regia a cura di Giacomo Armaroli, Micaela Casalboni, Giulia Franzaresi
 

posto unico 6 euro *

Domani e domani e domani
Venerdì 27 aprile ore 21.00 e domenica 29 aprile ore 19.30
La potenza delle parole e delle visioni shakespeariane, il confine sottile e poroso tra bene e male, la forza di scandaglio delle anse più segrete dell’animo e dei molti volti dell’essere umano, che è capolavoro ed enigma della natura, e poi tutto ciò che va oltre essa, nel mondo insondabile del soprannaturale: tutto questo nel Macbeth raggiunge vette di meraviglia tali, da spingere Giovanni Testori, nel 1974, a scriverne una versione molto speciale. Nasce così il Macbetto, nel quale il cammino verso il potere del generale scozzese – cammino cosparso di sangue e propiziato da tre Streghe e da una compagna terrena ma ancora più sanguinaria delle tre “sorelle fatali” – è tradotto e reinterpretato in una lingua a metà strada tra l’italiano di Dante e Boccaccio e il dialetto lombardo, tra il grammelot di sapore emiliano-mantovano e la lingua alta del libretto d’opera. E in un codice che trascorre continuamente tra alto e basso, tra farsa grottesca e poesia sublime, una lingua carnale, divertente, provocatoria, umana troppo umana, che traduce e non tradisce, bensì esalta la potenza shakespeariana.

Il lavoro del gruppo trova le sue sfide nella difficoltà delle due lingue, la shakespeariana e la testoriana, e nell’intreccio dei due lavori, che si snodano parallelamente come se fossero due facce della stessa medaglia, come se fossero l’una il riflesso dell’altra, ma in uno specchio che rimanda un’immagine deformata e ribaltata.
E poi nel continuo passare da coro a personaggio solista, da carnefice a vittima, da uomo e donna crudeli e sanguinari a umanità derelitta di “imbollettati servi e strampalati gesucristi”, mandati come carne da macello verso guerre senza senso e senza scopo.

Il cerchio
Sabato 28 aprile ore 21.00 e domenica 29 aprile ore 16.30
Là fuori, nel mondo, infuriano guerre, povertà, ingiustizie, soprusi: la lotta per il potere ha reso l’uomo feroce e il mondo un luogo di terrore e miseria.
Ma basta il gesto di una ragazzina che, in modo del tutto disinteressato, decide di salvare un bambino abbandonato, per salvare l’umanità intera.
Questo sembra dirci Bertolt Brecht con la storia de Il cerchio di gesso del Caucaso e con molti altri suoi drammi, da Madre Coraggio e i suoi figli a Teste tonde e teste a punta, da Schweyk nella seconda guerra mondiale alla riscrittura dell’Antigone di Sofocle: occorre trovare l’umanità, la scintilla, la luce che ci fa vedere l’altro non come un nemico ma come un fratello e il mondo come una casa di tutti, di cui prendersi cura tutti insieme.

Il lavoro del gruppo si è sviluppato lungo diverse direzioni.
Prima di tutto, il lavoro sul personaggio (anzi sui personaggi, visto che ognuno degli allievi ne interpreta due, tre, cinque!), finalizzato a costruire figure che talvolta sono maschere grottesche, quasi pupazzi o cartoni animati, e talvolta sono invece così semplicemente, così teneramente umani da sentirceli tanto vicini. Si tratta, nel primo caso di tutti i personaggi che in qualche modo rappresentano il potere, l’egoismo, l’indifferenza verso l’altro e, nel secondo, di tutti i cosiddetti “piccoli”, gli umili, i senzaterra, che sono capaci di azioni grandi perché hanno coraggio, tempra, voglia di resistere e assolutamente niente da perdere.
Poi, la struttura del racconto, che ci precipita dentro un lungo viaggio che la nostra ragazzina compie per salvare il bambino e che la porterà a incontrare tutta questa varia umanità. Lo spettacolo è un susseguirsi incalzante e in crescendo di vicende e di incontri, e una carrellata di decine e decine di personaggi, che compaiono e nascono a vista pubblico, con gli attori che si vestono e si spogliano in scena, secondo la più classica interpretazione del teatro brechtiano.


Si ringrazia Luca Franchini per le immagini di locandina

*Con il biglietto del venerdì si può avere un biglietto in omaggio per la replica del sabato o per la pomeridiana domenicale delle 16.30.
Con il biglietto del sabato si può avere un biglietto in omaggio per la replica del venerdì o per la pomeridiana domenicale delle ore 19.30.
Per le repliche domenicali, con il biglietto delle 16.30 si può avere un biglietto in omaggio per la replica delle 19.30 e viceversa.

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