Raccontando... Ingeborg Bachmann

Raccontando... Ingeborg Bachmann

 giovedì 28 ottobre – ore 21.15

scritto e condotto da Stefano Tassinari
voce narrante Laura Curino
musiche eseguite dal vivo dal quintetto Archaea Strings: Mauro Fabbrucci (violino), Vieri Bugli (violino), Marcello Puliti (viola), Damiano Puliti (violoncello), Filippo Pedol (contrabbasso)
immagini a cura di Elisa Chiodarelli e Luca Gavagna
con la partecipazione di Rita Svandrlik e Marie-Luise Wandruszka

Posto unico: € 5,00

Ingeborg Bachmann (1926-1973) è stata una delle voci più alte delle letteratura europea della seconda metà del Novecento, regalandoci un numero limitato di opere, ma tutte di grande qualità. Protagonista della scena letteraria viennese del primo dopoguerra, la Bachmann sceglie prima la strada della poesia, per poi esprimersi al meglio nella forma del racconto breve, anche se il suo libro considerato più importante e innovativo è un romanzo, intitolato Malina e uscito nel 1970. Legata sentimentalmente, in epoche diverse, a due grandi esponenti della poesia e della letteratura della sua epoca - Paul Celan e Max Frisch - Ingeborg Bachmann sarà molto influenzata dal primo - col quale manterrà uno stretto e complicato rapporto fino al suicidio di lui, avvenuto a Parigi nel 1970 - mentre le enormi tensioni provocate dalla fine della relazione con il secondo diventeranno fonti d'ispirazione di più di un suo testo. Spinta, fin da giovane, ad abbandonare la città natale di Klagenfurt (probabilmente a causa della sovrapposizione tra l'immagine dell'invasione dei nazisti del 1938 - considerata la fine della sua infanzia - e la lunga militanza nazista del padre) cambiò continuamente residenza, vivendo in altre città austriache (Innsbruck, Graz e Vienna) e poi a Monaco di Baviera, Parigi, Londra, Berlino e, soprattutto, Roma, nella quale trascorse i suoi ultimi otto anni, morendo tragicamente nel 1973. Durante la serata si parlerà in particolare dei suoi racconti (contenuti nei libri Il trentesimo anno e Tre sentieri per il lago), delle sue poesie (di una delle quali, Ihr Wort, si potrà vedere e ascoltare una lettura fatta direttamente dalla Bachmann) e del suo romanzo Malina, avvalendosi dei contributi di due grandi studiose della sua opera (a cui hanno dedicato diversi libri) e cioè Rita Svandrlik e Marie-Luise Wandruszka.

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