Impronte d'Europa: presentazione del progetto 25/06/2012

Impronte d'Europa: presentazione del progetto
Impronte d’Europa
Un teatro lungo 1600 chilometri
un progetto in collaborazione con European Alternatives, Human Rights Nights Film Festival, Università di Zurigo, Università di Bologna, Centre Bruxellois de Action Interculturelle, la Fondazione Strefa WolnoSlowa di Varsavia.
 
A fine luglio 2012, John Mpaliza, esule della diaspora congolese, partirà da Reggio Emilia e attraverserà a piedi sette paesi (Italia, Svizzera, Francia, Germania, Lussemburgo, Olanda, Belgio) per raggiungere il Parlamento Europeo a Bruxelles, dove si farà testimone della situazione di estrema violenza che, dopo aver fatto sei milioni di morti, continua a dilaniare il suo paese, la Repubblica Democratica del Congo. Il TdA affiancherà John in questa marcia, sollecitando artisti e intellettuali a fare altrettanto: marciando insieme a lui, creando opere d’arte ispirate a questo gesto, leggendo e recitando testimonianze congolesi mescolate a memorie europee e a pezzi di letteratura da tutto il mondo. Hanno già aderito, fra gli altri, Marco Baliani, Ascanio Celestini, Massimo Marino, Marianella Sclavi, Fanny & Alexander, Gerardo Guccini, Elisabetta Pozzi; e inoltre Transeuropa Festival, Human Rights Nights, le Università di Zurigo e di Bologna, i Comuni di Reggio Emilia, Albinea, La Spezia, il Centre Bruxellois d’Action Interculturelle (Belgio), la Fondazione Strefa Wolnoslowa di Varsavia (Polonia). La marcia sarà raccontata attraverso un documentario e un diario di viaggio; sarà quindi fonte d’ispirazione per due laboratori teatrali con rifugiati politici in Italia e in Polonia. Il 20 luglio, a pochi giorni dalla partenza, nell'ambito del festival interculturale La Scena dell'Incontro, John Mpaliza e altri protagonisti raccontano in anteprima la marcia al pubblico bolognese.
 
IL PROGETTO
A fine luglio 2012, John Mpaliza Balagizi, 40 anni, esule della diaspora congolese, lascerà il lavoro che ha a Reggio Emilia e incomincerà a camminare. Varcherà le Alpi e camminerà attraverso Svizzera, Francia, Germania, Lussemburgo, Belgio, sempre a piedi, sotto il sole, sotto la pioggia, accampandosi dove può, a quaranta chilometri al giorno continuerà a camminare fino a che non sarà giunto a Bruxelles. Milleseicento chilometri, necessari per raggiungere il Parlamento Europeo, necessari per farsi ricevere ed ascoltare. Davanti al Parlamento Europeo, John si farà portavoce di migliaia di testimonianze della catena di violenze che, dopo avere fatto sei milioni di morti nel conflitto 1998-2003, continuano a dilaniare il suo paese, la Repubblica Democratica del Congo. Quindi invocherà l’aiuto dell’Europa. Ma non è solo l’Europa delle istituzioni quella a cui John domanda aiuto. Lungo il cammino a quante più persone possibili, John racconterà i tanti perchè della sua marcia, racconterà dell’oblio del Congo da parte di media e istituzioni internazionali, delle risoluzioni Onu che rimangono lettera morta, degli interessi economici che ruotano attorno alla smisurata ricchezza mineraria del paese ma anche delle violenze su donne e bambini che, anche a causa di tali interessi, continuano a fare migliaia di vittime.
A quale Europa John si rivolge?
Che cosa sta accadendo nel profondo dell’Europa che attraversa?
Cosa c’entriamo noi con quello che John compie; cosa con quello che racconta?
Quali non detti, quali irrisolti, quali rimossi la sua denuncia solleva nella nostra memoria?
Quali le questioni relative ai rapporti con i non-europei, quali le domande rispetto al ruolo e all’identità futura che immaginiamo per l’Europa?
In quanto europei, in quanto artisti, in quanto gente di teatro che da tanti anni lavora con rifugiati politici, molti dei quali fuggiti dal Congo, non potevamo non rispondere al gesto di John.
Troppi gli echi che la nostra storia, la nostra cultura, la nostra memoria ci fanno risuonare dentro. Troppa la iperbolicità, la paradossalità, la esemplarità del suo gesto. Un uomo nero, un esule, uno scampato, nel disperato tentativo di interrompere una catena di violenze che dai tempi del colonialismo sembra non avere tregua, attraversa a piedi mezza Europa per andare nel cuore dell’impero che del Congo aveva fatto sua proprietà, là dove oggi la tecnocrazia economica pare abbia posto il suo timone, ad invocare davanti al simbolo stesso della democrazia, la giustizia, la memoria, la razionalità proprie dell’Occidente. Non può non venirci alla mente una sorta di rispecchiamento a rovescio del viaggio che il Marlow di Conrad compie attraverso il Congo verso il cuore della tenebra oppure la domanda di giustizia rivolta all’imperatore dal Michele Kohlhaas di Kleist o il pensiero “impensabile” che solo a uno straniero, quello di Kafka, poteva venire in mente di incontrare ed essere riconosciuto dagli alti funzionari del Castello.
Ma anche, abbandonando la letteratura, gli estenuanti cammini attraverso l’Europa di altri scampati all’orrore, il loro consacrare la vita alla testimonianza affinché mai più accada di nuovo. E però riaffiora anche come un dubbio, come un’ombra da cui smettere di fuggire, la provocazione di Aimé Césaire quando sostiene che lo scandalo dell’Olocausto per le coscienze europee è stato forse soprattutto quello di vedere applicati su popolazioni interne all’Europa, procedimenti analoghi a quelli fin lì normalmente praticati (e con buona pace tollerati) dentro le colonie. E infine ci domandiamo in che misura al gesto di John si possa applicare l’intuizione di Pier Paolo Pasolini nel leggere l’Oreste di Eschilo come un esule africano che trova in Atene, nella razionalità europea, l’Aeropago, il tribunale istituito da Atena, ovvero uno strumento determinante per trasformare le furie vendicatrici, le Erinni, in Eumenidi, per interrompere (dar tregua a dirla con Levi) la successione sanguinosa di vendette e di violenze e finalmente accedere ad un mondo in cui siano il diritto e la razionalità a regolare i conflitti tra gli uomini. Sono stati questi miti, queste storie, questi protagonisti fondanti della cultura europea che ci hanno suggerito di dialogare con i racconti, con le terribili testimonianze, con i fantasmi di John e degli altri esuli della diaspora congolese che accompagneranno il suo cammino.
E’ stato il pensiero (forse l’illusione) che anche l’arte e non solo il diritto possa essere una di quelle invenzioni dell’uomo che contribuiscono a trasformare le Erinni in Eumenidi, forse proprio perchè, attraverso lo specchio della rappresentazione artistica, possiamo fissare l’orrore della Medusa con uno sguardo non diretto, evitando così di trasformarci in uomini di pietra. Perciò, abbiamo deciso che se John è Oreste, noi saremo il suo coro, sancendo una volta per tutte la comune appartenenza di stranieri ed artisti alla turba di quelli in continua oscillazione tra il dentro ed il fuori. Abbiamo deciso di affiancare John in questa sua marcia, di invitare artisti da tutta Europa a fare un pezzo di cammino con lui, di pensare la strada che faremo come una gigantesca tela su cui dipingere, scolpire, installare; come un’immensa pagina su cui mescolare le orme, di cui rivoltare le zolle, su cui scrivere e riscrivere la storia ma spazzolandola, come direbbe Benjamin, in contropelo; come un palcoscenico-mondo, sì perchè siamo soprattutto gente di teatro, un teatro lungo milleseicento chilometri dentro il quale chi camminerà al nostro fianco ascolterà storie e testimonianze congolesi dialogare con memorie europee, scrittori africani interagire con scrittori europei, Aimé Césaire recitato accanto Joseph Conrad, Franz Fanon letto a fianco di Eschilo. E la sera attorno al fuoco, come avveniva ad altri viaggiatori nella città di Eufemia narrata da Calvino, a partire da questi scrittori ma anche da parole-chiave come memoria, violenza, giustizia, esilio, radici, con chi bivaccherà con noi, scambieremo racconti e ricordi, per poi accorgerci, l’indomani, alla ripresa della marcia, che la nostra memoria non è più la stessa, anch’essa si è mossa, anch’essa è in cammino e questo grazie ai racconti degli altri. E giunti a Bruxelles, nella seconda metà di settembre, saremo testimoni della testimonianza di John davanti al Parlamento Europeo. Quindi daremo l’avvio ad una serie di incontri, performances, eventi, workshop presso le più diverse comunità che fanno capo a luoghi di cultura, a scuole, a teatri, a centri interculturali di svariate città Europee.
L’obiettivo è quello di usare questo viaggio e le creazioni artistiche da esso scaturite come leva per rilanciare e diffondere in contesti in cui non arriverebbe, un dibattito su questioni che hanno a che fare con l’Europa che dal basso riusciamo ad immaginare, con una memoria che sappia essere critica e dinamica e con una costruzione del futuro che si nutra dell’incontro con l’altro. Anche in ragione di questa seconda fase, la marcia verso Bruxelles verrà documentata e raccontata in molti modi:
  • uno scrittore la racconterà tramite appunti di viaggio pubblicati quotidianamente in un blog accolto nel sito di un’importante testata giornalistica italiana e destinati a diventare una pubblicazione;
  • un fumettista terrà un diario di bordo a fumetti, che evolveranno divenendo in un secondo momento brevi film d’animazione da inserire nel documentario;
  • a partire dall’ottobre 2012, due compagnie di rifugiati politici che operano con il Teatro dell’Argine di Bologna e con la Fondazione Strefa WolnoSlowa di Varsavia realizzeranno un laboratorio teatrale ispirandosi al viaggio di John;
  • infine, una troupe composta da italiani, francesi, tedeschi e polacchi girerà un documentario, concepito come un diario di bordo per immagini e parole, in cui si alterneranno le immagini degli incontri e delle performances artistiche durante il viaggio di John, le interviste realizzate nel corso del cammino, le animazioni tratte dai fumetti, i materiali forniti dagli esuli congolesi, le sequenze filmate nell’ambito dei laboratori teatrali con i rifugiati politici.
A dare garanzia della dimensione europea del progetto, sono le numerose istituzioni, gli artisti e gli intellettuali che hanno già aderito : Dynamique de la Diaspora Congolaise en Emilia-Romagna, ITC Teatro di San Lazzaro (Italia), European Alternatives, Transeuropa Festival, Human Rights Nights Film Festival, Dipartimento di Geografia Politica dell’Università di Zurigo (Svizzera), Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università di Bologna (Italia), Comune di Reggio Emilia (Italia), Provincia di Roma, Provincia di Reggio Emilia (Italia), Comune di Albinea (Italia), Comune di La Spezia (Italia), Archivio Nazionale Diaristico di Pieve Santo Stefano (Italia), Centre Bruxellois d’Action Interculturelle (Belgio), Fondazione Strefa WolnoS³owa di Varsavia (Polonia), Marco Baliani (regista e autore), Ascanio Celestini (autore e attore), Massimo Marino (giornalista), Marianella Sclavi (antropologa), Fanny & Alexander (artisti), Alessandra Belledi (direttrice Teatro delle Briciole di Parma, Italia), Letizia Quintavalla (regista), Associazione Olinda/Ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini di Milano (Italia), Gerardo Guccini (Università di Bologna, Italia), Elisabetta Pozzi (attrice), Paolo Jedlowski (sociologo), Ivo Quaranta (antropologo).
 
L'ITINERARIO
Le date non segnalate sono ancora in via di definizione
 
28 luglio: Reggio Emilia – evento di inaugurazione
29 luglio: Reggio Emilia – partenza
30 luglio: Parma
31 luglio: Fidenza
1 agosto: Piacenza
2 agosto: Sant’Angelo Lodigiano
3 e 4 agosto: Milano
5 agosto: Novara
7 e 8 agosto: Torino
10 agosto: Chiomonte – Val di Susa
11 – 14 agosto: località sulla Via Francigena
15 agosto: Chambéry
21 agosto: Ginevra – Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati
24 agosto: Lausanne
25 agosto: tappe da definire
26 agosto: Neuchâtel
29 agosto: Basel
30 agosto: Friburgo
3 settembre: Strasburgo – Parlamento Europeo
10 settembre: Lussemburgo
17 settembre: Maastrict
22 settembre: Bruxelles – arrivo, incontro al Parlamento Europeo
 
Per ulteriori informazioni sul progetto, sull'itinerario e per aggregarsi alla marcia, contattare
Micaela Casalboni c/o ITC Teatro: micaela@itcteatro.it – ufficio: 051. 627 1604

Teatro dell'Argine Società Cooperativa Sociale | Sede legale via dei Gelsi, 17 | 40068 San Lazzaro di Savena - BOLOGNA | P.I. 02522171202